I Sinti, culture e lingue dal Sindh all'Europa
Fare una ricerca su internet per saperne di più sui Sinti è un impresa non facile e qualche volta si scopre anche poco veritiera; questo perchè è chiaro a tutti che su internet si può aggiungere tutto quello che si pensa e si vuole, a propria convinzione e piacimento, ma la speranza di tutti è che tutto quello che troviamo sia tratto da realtà concrete e sicure, e non da supposizioni, poi scoperte errate.
Da dove deriva il nome “Sinti”.
Facendo delle ricerche sui sinti si scopre (si presume) che essi provengono dall’India, ma come si nota il loro nome “Sinti” si combacia benissimo con il nome della regione Sindh, (Sinti/Sindh) una delle 4 province del Pakistan, la seconda più popolosa ed è la patria del popolo Sindhi, le regioni limitrofe sono il Belucistan ad ovest e nord, il Punjab a nord, il Rajasthan (India) ad est e il Mar Arabico e il Gujarat ( India ) a sud. Le lingue principali sono il Sindhi e l’Urdu.
La città principale è la capitale Karachi, dove si concentrano i muhajirun e che fu capitale del Pakistan fino al 1958. Un'altra grande città è Hyderabad, l'antica capitale del Sindh. Il Sindh conta 23 distretti. L'origine del nome è nel sànscrito Sindhu che significa "mare" o "oceano", a causa la dimensione del Grande Fiume (Indo) nella parte occidentale. Il nome Sindh viene dall' Indo – Ariano le cui leggende narravano che il fiume Indo sgorgasse dalla bocca di un leone o Sinh-ka-bab. Nel Shrimad Bhagavatam è menzionato come parte di Abhirrdesh (regno Abhira). In passato esistevano due regioni in quest'area: Sindh ad ovest, che si estendeva fino alla città di Multan e Hind (India moderna) ad est. Moltissime persone di cui anche gli stessi Rom, affermano che i Sinti non esistono, oppure che sono sottogruppi della popolazione dei Rom, senza rendere conto della storia che racconta direttamente che il nome e la provenienza dei Sinti giunge dalla regione Sindh, e che fu conosciuto con diversi nomi nel
passato: gli Assiri (già nel settimo secolo a.C.) lo conoscevano
come Sinda, i Persiani come Abisind, i Greci come Sinthus, i
Romani Sindus, i Cinesi come Sintow, mentre per gli Arabi era
ilSind.
Da questi dati si capisce benissimo l’esistenza e la
provenienza dei Sinti, la metamorfosi fra ieri ed oggi e pochissima,
secoli fa ed ancora oggi la loro denominazione
è: Sinda, Sinthus, Sintow, Sindus, Sind e la storia dei Sinti
raccontata e tramandata oralmente, senza scritti di nessun genere,
racconta che il loro vero nome era ed è ancora - Sinti - e la loro
lingua madre si chiama - sinta –sintencricip, è da quando i racconti
dei vecchi si ricordano, fino ad oggi il denominativo dei sinti e
variato di pochissimo, infatti ancora oggi si definiscono con
l’appellativo di Sinti.
Da queste indicazioni, (di sicuro non complete)
si scopre che la lingua romanì e il popolo dei Rom è completamente
estraneo da queste regioni, come si nota nelle pagine soprastanti non
compare ne la popolazione dei Rom e nemmeno la loro lingua (romanì)
contrariamente la popolazione dei Sinti si nota in varie parti del
mondo, con un solo nominativo, e il significato e quasi sinonimo per
ogni popolo, che sia Cinese o
Greco… Sinda, Sinthus, Sintow, Sindus, Sind, Sindh, Sindhieguale
a Sinti, Sinto, Sinta, Sintengri.
Come volevo far vedere il nome Sinti
– Sinto – Sinta, hanno una discendenza e un significato certo e sicuro,
la loro provenienza non lascia dubbi, sembra proprio che i Sinti
discendono dalle popolazioni della Regione Sindh nel Pakistan, si e
trovato che anche nel loro parlare ci sono tantissime parole che
combaciano, logicamente il lungo viaggiare per il mondo, tantissime
parole sono andata perse, solamente le loro tradizioni culture usi e
costumi sono rimaste quelle di sempre.
Etnie nel Pakistan. Il gruppo
etnico più numeroso è il punjabi seguito da quello dei Sindhi; altre
minoranze, di stirpe iranica, sono i pashtun (che hanno nell'
Aghanistan la loro patria originale) e i balochi (presenti sia in
Afghanistan che nell'Iran sud-orientale). Infine vi sono i muhajir
(lett.: "emigrati"), propriamente non un gruppo etnico in quanto con
questo termine si designano i profughi musulmani giunti dall'India dopo
la spartizione. Ci sono anche apprezzabili minoranze di altri gruppi
etnici immigrati come i bengali, concentrati a Karacji.
Tante sono le
persone che non accettano le verità raccontatagli dai propri avi, vanno
alla ricerca di verità nuove, senza curarsi se sono veritiere, li
accettano solo per un ragionamento fatto nella loro mente, leggono un
po’ di libri ed ecco che gli sembra di essere al di sopra di tutti, si
pensano superiori ad altre persone, pensano di avere il sacrosanto
diritto ad inculcare nelle menti che la loro provenienza, tradizione,
popolazione, lingua non è quella raccontata e tramandata dai propri
avi, ma bensì quella detta e scritta sui libri da ricercatori seri e
veritieri. (Questo non riguarda le popolazioni dei Sinti, perchè
credono fermamente ancora nelle tradizioni tramandatogli dai propri
avi)
Il nome “Rom” significa “Uomo” io non so molto della popolazione
dei Rom, anche perchè nella mia grande famiglia si e sempre parlato di
Sinti e mai di Rom, per secoli si è sempre vissuto solo con le
popolazioni dei Sinti in tutto il mondo, per varie e mille ragioni, una
ragione molto valida era/é la loro lingua madre, in ogni parte del
mondo tutti i Sinti parlano la stessa lingua, magari dei dialetti un
po’ diversi ma la stessa lingua, (Sinta – Sintengricip) avevano/hanno
la stessa tradizione, usanza, cultura, ecc, mentre la popolazione dei
Rom era/è molto diversa, perfino la loro lingua per il sintencricip era
ed è ancora oggi incomprensibile.
Ci sono tanti Rom che dichiarano che
i Sinti e i Rom sono una popolazione unica, una grande popolazione
sola, con una sola tradizione, lingua eccetera, ma dichiarare che siamo
un popolo solo mentre abbiamo delle culture, tradizioni, usanze usi,
costumi e lingue completamente diversi dall’uno all’altro, questo è
errato ed incomprensibile, perchè perfino per capirci tra di noi
dobbiamo parlare in lingua italiana.
Poi se guardiamo bene il loro nome
“Rom” che significa “Uomo” non può essere un denominativo di una
popolazione, se non è che loro discendano dalla popolazione degli
Indiani d’America denominata “il popolo degli uomini”.
I Rom
sono (plurale: Roma; in lingua romanes/romanì: rom) uno dei principali
gruppi etnici della popolazione di lingua romanes/romanì, (anche detta
degli "zingaro o dei gitani”) che si presume essere originaria
dell'India del nord.
La caratteristica comune di tutte le comunità che
si attribuiscono la denominazione rom è che parlano - o è attestato che
parlassero nei secoli scorsi - dialetti variamente intercomprensibili,
costituenti appunto il romanes/romanì, che studi filologici e
linguistici affermano derivare da varianti popolari del sanscrito e che
trovano nelle attuali lingue dell'India del Nord Ovest la parentela più
prossima.
I rom propriamente detti sono un gruppo etnico che vive
principalmente in Europa, distribuiti in una galassia di minoranze
presenti principalmente nei Balcani, in Europa centrale e soprattutto
in Europa Orientale, dove vive circa il 60-70% dei rom europei, benché
la loro diaspora li abbia portati anche nelle Americhe ed in altri
continenti. Si definiscono essi stessi rom e parlano la lingua
romanes/romanì , diffusa soprattutto nell'Europa dell'Est.
I rom in
Italia, nel linguaggio giornalistico ed in quello comune, vengono a
volte erroneamente definiti "rumeni” o “slavi”, in realtà non esiste
alcuna connessione tra il termine "Rom" e il nome dello stato di
Romania, il popolo di lingua neo latina dei rumeni o la lingua rumena,
mentre gli slavi appartengono a differenti gruppi etnici e
linguistici
Le lingue indoarie sono un ramo della famiglia linguistica
indoeuropea. Esse formano un sottogruppo delle lingue indoiraniche,
insieme alle lingue iraniche.
La lingua romanì è parte del fenomeno
della diaspora (un termine di origine greca che descrive la migrazione
di un intero popolo costretto ad abbandonare la propria terra natale
per disperdersi in diverse parti del mondo) delle lingue indiane
parlate da comunità nomadi di origine indiana fuori dell'India.
Il nome
Rom, termine con cui si definiscono coloro che parlano questa lingua,
ha termini analoghi in altre comunità nomadi che parlano linguaggi
originari dell'India oppure che usano un vocabolario di origine
indico:i Lom del Caucaso e dell'Anatolia hanno termini di origine
indica in espressioni e termini di origine Armena. I Dom mediorientali,
originariamente lavoratori del ferro e dell'intrattenimento (musica,
danza, etc.) parlano il domari, una delle più conservative lingue
indoarie.
Nella valle Hunza del nord del Pakistan c'è una popolazione
chiamata i Dum, che sono lavoratori del ferro e musicisti, che parla
una lingua dell'India centrale che non ha attinenza con l'Urdu e
l'Hindi.
L'autonimo dom > řom sembra avere originariamente designato
una casta ed è usato tuttora in diverse regioni da popolazioni
differenti aventi caratteristiche sociali simili. Queste popolazioni
parlavano, e tuttora parlano, lingue differenti, benchè il loro
linguaggio appartenga alla famiglia delle lingue (indoarie) ed è
imparentato ad esse. Le prime testimonianze scritte sul parlato romanì
datano alla metà del XVI secolo, per cui i linguisti hanno dovuto
ricostruire le loro teorie per interpretare la storia di questo
linguaggio basandosi sulla ricostruzione linguistica e la comparazione
con le lingue indoarie dell’India.
Sulla base di questi studi vengono
distinte tre fasi storiche di sviluppo della lingua romanì, ci sono
anche delle supposizioni in cui i rom sono definiti anche dei
seminomadi, al contrario dei sinti che sono definiti a tutti gli
effetti nomadi.
Da queste poche ricerche si scopre e si presume che i
Sinti derivano dalla Regione Sindh nel Pakistan ai confini con l’India,
mentre la popolazione dei Rom si presume essere originaria dell'India
del nord, perciò popolazioni non solo diverse di lingue, tradizioni,
usanze ecc. ma anche di regioni, stati.
La verità da dove giungono
queste due popolazioni, uniti per la discriminazione e l’odio razziale
subito da secoli, non si potrà mai sapere con una certezza assoluta, ne
i Sinti e neppure i Rom hanno mai scritto le loro provenienze, i loro
racconti erano solo orali e mai scritti e questo e stato un danno
irreparabile ed enorme per la loro storia.
I sinti ancora oggi
continuano a raccontare e insegnare ai loro giovani la loro lingua, le
tradizioni, usanze e molto altro oralmente, la ricerca su Internet non
ha dato delle riposte positive e concrete, racconta solo di racconti e
storie di tutti, non c’e’ veramente qualcosa di scritto che dichiari
con certezza assoluta la provenienza dei rom e dei sinti.
Di Radames Gabrielli, tratto da Sucar Drom
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