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giovedì 10 dicembre 2009 |
Fare una ricerca su internet per saperne di più sui Sinti è un impresa non facile e qualche volta si scopre anche poco veritiera; questo perchè è chiaro a tutti che su internet si può aggiungere tutto quello che si pensa e si vuole, a propria convinzione e piacimento, ma la speranza di tutti è che tutto quello che troviamo sia tratto da realtà concrete e sicure, e non da supposizioni, poi scoperte errate.
Da dove deriva il nome “Sinti”.
Facendo delle ricerche sui sinti si scopre (si presume) che essi provengono dall’India, ma come si nota il loro nome “Sinti” si combacia benissimo con il nome della regione Sindh, (Sinti/Sindh) una delle 4 province del Pakistan, la seconda più popolosa ed è la patria del popolo Sindhi, le regioni limitrofe sono il Belucistan ad ovest e nord, il Punjab a nord, il Rajasthan (India) ad est e il Mar Arabico e il Gujarat ( India ) a sud. Le lingue principali sono il Sindhi e l’Urdu.
La città principale è la capitale Karachi, dove si concentrano i muhajirun e che fu capitale del Pakistan fino al 1958. Un'altra grande città è Hyderabad, l'antica capitale del Sindh. Il Sindh conta 23 distretti. L'origine del nome è nel sànscrito Sindhu che significa "mare" o "oceano", a causa la dimensione del Grande Fiume (Indo) nella parte occidentale. Il nome Sindh viene dall' Indo – Ariano le cui leggende narravano che il fiume Indo sgorgasse dalla bocca di un leone o Sinh-ka-bab. Nel Shrimad Bhagavatam è menzionato come parte di Abhirrdesh (regno Abhira). In passato esistevano due regioni in quest'area: Sindh ad ovest, che si estendeva fino alla città di Multan e Hind (India moderna) ad est. Moltissime persone di cui anche gli stessi Rom, affermano che i Sinti non esistono, oppure che sono sottogruppi della popolazione dei Rom, senza rendere conto della storia che racconta direttamente che il nome e la provenienza dei Sinti giunge dalla regione Sindh, e che fu conosciuto con diversi nomi nel
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domenica 01 giugno 2008 |
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LO STERMINIO DEGLI ZINGARI DURANTE LA SECONDA GUERRA
MONDIALE
Introduzione:
Durante la seconda guerra mondiale
vennero uccisi oltre 500.000 zingari, vittime del nazionalsocialismo e dei suoi
folli progetti di dominazione razziale. La storia dello sterminio degli zingari
è una storia dimenticata e offesa dalla mancanza di attenzione di storici e
studiosi: ancora oggi la documentazione risulta frammentaria e la relazione dei
fatti lacunosa. Eppure l'argomento dovrebbe suscitare interesse anche solo per
il fatto che la persecuzione degli zingari in epoca nazista risulta essere
l'unica, ovviamente con quella ebraica, dettata da motivazioni esclusivamente
razziali: proprio come gli ebrei, infatti, gli zingari furono perseguitati e
uccisi in quanto « razza inferiore» destinata, secondo l'aberrante ideologia
nazionalsocialista, non alla sudditanza e alla servitú al Terzo Reich, ma alla
morte.
Ma
proprio questo è il nodo centrale del problema. Per molto tempo dopo la guerra,
infatti, lo sterminio nazista degli zigani non è stato riconosciuto come
razziale ma lo si è considerato conseguenza - in un certo senso anche ovvia -
di quelle misure di prevenzione della criminalità che, naturalmente, si
acuiscono in tempo di guerra. Una tesi che trova fondamento nella definizione
di « asociali» con la quale, almeno nei primi anni del potere hitleriano, gli
zingari vengono indicati nei vari ordini e decreti che li riguardano. Come
sappiamo, però, la terminologia nazista non è sempre esplicativa dei fatti: in
questo caso il termine « asociale» viene usato per indicare coloro che, per
diverse ragioni, non sono integrabili o omologabili col nuovo ordine
nazionalsocialista. Gli stessi ebrei nei primi tempi venivano deportati e
registrati come « asociali» . È sulle ragioni di questa « asocialità» che
bisogna indagare.
In
realtà, e va precisato fin d'ora, gli zingari furono perseguitati,
imprigionati, seviziati, sterilizzati, utilizzati per esperimenti medici,
gasati nelle camere a gas dei campi di sterminio, perché zingari e, secondo
l'ideologia nazista, « razza inferiore» , indegna di esistere. La pericolosità
- o asocialità - zigana non era, infatti, assimilabile a quella degli altri
individui perseguitati per ragioni di ordine pubblico. Gli zingari erano geneticamente ladri, truffatori,
nomadi: la causa della loro pericolosità era nel loro sangue, che precede
sempre i comportamenti.
1.
Quella che i nazisti chiamarono « questione zingara» è presente fin dai primi
anni del potere hitleriano.
In realtà, già prima dell'ascesa al potere
del nazismo, e non solo in Germania, ma in tutta Europa, esisteva una
legislazione sugli zingari orientata - in generale - prima al controllo e
all'identificazione degli individui presenti sul territorio, poi alla loro
omologazione e assimilazione. Nella Germania guglielmina e nella Repubblica di
Weimar - analogamente a ciò che accadrà durante i primi anni del regime nazista
- la « questione zingara» era affidata quasi esclusivamente alle autorità di
polizia locali col compito, sostanzialmente, di far rispettare regole e doveri: gli zingari dovevano lavorare e smettere
la vita nomade. Le leggi, inoltre, imponevano loro di possedere carte di
identificazione particolari e permessi di soggiorno o sosta in determinati
luoghi, concessi a un numero limitato di persone.
Giovanna Boursier, in Zigeuner,
lo sterminio dimenticato, Sinnos editrice)
LO STERMINIO DEGLI ZINGARI…CONTINUA…
Il
Mondo…l’Europa…il Governo italiano…il Presidente d’Italia…il Santo Padre…personaggi
che con un misero e piccolo gesto potrebbero fermare tutto quest’assurdo odio
razziale, odio che si sta evolvendo sempre più forte, in tutta l’Italia. Le
persone che potrebbero fermare tutto questo, non lo fanno, non gli passa nemmeno
in mente di far finire queste assurdità, anzi con il loro silenzio stanno permettendo
di tornare all’epoca delle atrocità, indietro nel tempo, all’epoca della
disperazione e dell’orrore per Sinti, Rom ed Ebrei, dell’annientamento di
persone colpevoli soltanto di appartenere ad un etnia diversa.
I
rastrellamenti d’oggi sono eguali ad allora, la differenza è nulla, stiamo
tornando alla seconda Guerra Mondiale,
all’epoca di questa foto, dove rastrellavano e rinchiudevano tutti i Sinti e Rom
senza distinzioni d’età e sesso.


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sabato 17 maggio 2008 |
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… con una e mail
Egregio Signor Sindaco di Bolzano
L’associazione Nevo Drom vorrebbe
organizzare una partita amichevole di calcio, fra il Comune di Bolzano e i
Sinti. Per dare una possibilità in più alla popolazione dei gage (non sinti) di
Bolzano di conoscere il popolo dei Sinti Italiani/Altoatesini di Bolzano.
Ma soprattutto per contrastare la
discriminazione e l’odio razziale che si sta evolvendo sempre più forte in
tutta l’Italia e nella nostra Provincia e Comune di Bolzano. Per noi Sinti
Altoatesini sarebbe un grande evento,
perchè come credo saremmo i primi in
tutta l’Italia, ha contrastare la discriminazione e l’odio razziale verso il
popolo dei Sinti… con una partita di pallone fra Gage e Sinti. Una partita
amichevole, senza dare importanza chi dovesse vincere, ma con una grande
importanza per la partecipazione di tutti, a un evento storico nella storia
sportiva.
E’ finì con un bellissimo pareggio di tre
a tre.
Prima dell'inizio della partita i due capitani
"Sindaco, città di Bolzano Luigi Spagnoli" "Presidente, Nevo
Drom Radames Gabrielli " si sono scambiati poche parole di solidarietà con
il pallone in fronte.
Grazie al Sindaco e ha
tutto lo staff del comune di Bolzano.
IL 19 aprile 2008,
l'amichevole partita di pallone, giocata nel Palasport di
Via Resia a Bolzano, fra i Politici del Comune e i Sinti della squadra
"nevodrom" di Bolzano, e riuscita in pieno, non si è visto o riscontrato
nessun tipo di discriminazione o razzismo, la partita e continuata fino alla
fine senza nessun intoppo.
L’idea s’e’ fatta realtà,
La partita ebbe
inizio verso le ore 17: 00 circa,
Il primo goal della
partita l’ha eseguito la squadra dei Politici, la seconda dei Sinti e così via
fino al terzo goal, tutti i giocatori d’entrambe le squadre giocarono veramente
bene, la voglia di giocare e vincere era molto forte,
bisogna ammettere che
l’interpretazione delle due le squadre era bellissima.
La partecipazione da
parte dei Politici e stata molto entusiasma,
nella squadra dei
Politici non mancava quasi nessuno, ci sono stati proprio tutti, dal Sindaco
Luigi Spagnolli, dal Vice Sindaco Elmar Pichler Rolle, gli Assessori Comunali
Stefano Pagani, Konrad Auserer, Cristoph Buratti, Mauro De Pascalis, Gianni
Frezzato, Enrico Lillo, Francesco Matrici, Walter Seppi.
Mentre la squadra dei
Sinti era composta da:
Spada Josef , Truzzi
Isacco, Held Antonio, Gabrielli Michael, Spada Carlo, Gabrielli Benhur,
Gabrielli Matthew, Ferrari Michele, Barbieri Otello.
Le tre reti sono
state segnata dal Giocatore della squadra dei Politici, Francesco Matrici, e i
tre reti della squadra dei Sinti, il primo goal
stato segnato dal giocatore Held Antonio, il secondo e il terzo goal e
stato segnato dal giocatore Barbieri Otello.
E finita a tre a tre
la partita giocata dai Sinti e dai Politici del Comune di Bolzano, il
presidente Radames Gabrielli e il Sindaco Luigi Spagnolli hanno deciso, dopo aver consultato le proprie squadre,
di non proseguire nella scelta di vincitori ai rigori, visto lo scopo preciso
dell’iniziativa, il perché della partita amichevole di pallone, hanno tutti
preferito di terminare con “un tutti vincitori” un bel tre a tre e una bella
coppa a tutte e due le squadre.
Alla fine della
partita tutti al bellissimo e buonissimo buffet,
tutti a bere e
mangiare, insieme, senza guardare di che etnia appartenesse il vicino della propria
destra e sinistra.
Una partita da ricordare, una giornata dove finalmente non c’era discriminazione
o odio razziale, dove non c’erano Sinti e Gage, ma soltanto persone con tanta
simpatia, amicizia e tanta voglia di divertirsi, tutti insieme in un
divertimento magnifico, popolo dei Sinti e popolo dei Gage unito in un solo
scopo…abrogare la discriminazione e l’odio razziale con un partita di pallone
RETI:
pt 2' Matrici, 7'
Held, 16'
Matrici;
st 13' Barbieri,
15' Matrici,
19' Barbieri.
La speranza è che questa partita di pallone abbia portato
nei cuori e nelle menti di tantissime persone, la consapevolezza, che anche i
Sinti sono persone con cui si può giocare, lavorare, divertire, dialogare,
chiacchierare...che convivere insieme "Sinti e Gage" non e impossibile.
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sabato 12 aprile 2008 |
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Proposto da Nevo Drom...organizzato dal comune...una modo piacevole per
combattere la discriminazione, l'odio razziale e farsi conoscere dalla
propria città ...
Radames Gabrielli
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venerdì 11 aprile 2008 |
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INCONTRO CON IL
MINISTRO FERRERO.
L’incontro di Radames
Gabrielli il 29 marzo 2008 alle ore pomeridiane, con il Ministro Ferrero a
Bolzano per la consegna del documento del Comitato rom e sinti insieme, scritto
dalla maggioranza dei Sinti e Rom di cittadinanza italiana e dai Rom di
nazionalità europea oggi in Italia.
Per la lettura del
documento visionare
Il Blog del comitato
rom e sinti insieme.
http://comitatoromsinti.blogspot.com
Comunicato stampa
Rom e Sinti, sette
punti per i politici italiani
Il comitato “Rom Sinti Insieme” è una
realtà nata a marzo 2007, per unire tutte le popolazioni e le organizzazioni
Rom e Sinte, presenti in Italia. Ad oggi hanno aderito al comitato una trentina
tra associazioni e gruppi informali che si stanno a loro volta costituendo in
associazione.
Uno degli obbiettivi prioritari che si è posto il comitato è la costruzione di
un’effettiva partecipazione politica dei Rom e Sinti in tutta l’Italia.
La stragrande maggioranza dei Rom e dei Sinti, il 13 e il 14 aprile andranno a
votare, esprimendo la propria volontà politica. E da tutte le Città italiane, i
Sinti e i Rom chiedono al Comitato un’indicazione di voto.
Il comitato “Rom Sinti Insieme” giudica positivamente la candidatura di Dijana
Pavlovic da parte della Sinistra Arcobaleno, nel Collegio di Milano per le
elezioni alla Camera dei Deputati e la candidatura di Nazzareno Guarnirei da
parte di una Lista collegata all’UDC per le elezioni amministrative a Pescara.
Il comitato “Rom Sinti Insieme” ritiene però prioritario un confronto diretto
con tutti i candidati premier sulle questioni di merito che investono le
popolazioni Sinte e Rom in Italia.
Per questa ragione il Comitato ha inviato a tutti i candidati premier un
documento dal titolo “Rom
e Sinti, 7 punti per i politici italiani”, al fine di chiedere a
quest’ultimi un confronto diretto, serio e costruttivo in merito a questioni
che trovano ampio spazio nei dibattiti pubblici.
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giovedì 24 gennaio 2008 |
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La conferenza
Europea sulla popolazione dei Rom e Sinti, del 22 - 23 gennaio 2008 - presso la Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno, con
un programma di Fotografie, Mostre, Documenti ecc,ecc. con interventi diretti
di Ministri, Sottosegretari, Sindaci, Presidenti, Prefetti e Associazioni anche
di Sinti e Rom.
E stata
convocata per valutare le moltissime problematiche dei Sinti e dei Rom, per
contrastare tutte gli impedimenti ad un integrazione e interazione, sia in
ambito dell’Istruzione come elemento fondante della convivenza, della casa come
sostegno per un integrazione possibile, per la tutela dei diritti e del
rispetto delle regole e dell’ambito lavorativo.
Sono
intervenuti:
| Ministri: |
Giuliano Amato,
Ministro dell’Interno - Paolo Ferrero, Ministro della Solidarietà Sociale -
Barbara Pollastrini, Ministro per i Diritti e le pari Opportunità – Rosy Bindi,
Ministro delle politiche per la famiglia – Cristian David, Ministro
dell’Interno e della Riforma Amministrativa… Romania – Ministro
Plenipotenziario, Valentino Simonetti,
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| Sottosegretari: |
Sottosegretario
di stato all’Interno Marcella Lucidi - Sottosegretario di stato alla
Solidarietà Sociale, Cristina De Luca - Sottosegretario di stato all’istruzione,
Letizia De Torre - Sottosegretario di stato all’Interno - Ettore Rosato, |
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Sindaci:
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Sindaco di Roma
Walter Veltroni - Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti – Sindaco di
Bologna, Sergio Cofferati – Sindaco di Torino, Sergio Chiamparino – Sindaco di
Pisa, Paolo Fontanelli – Sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso. |
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Prefetti e Presidenti:
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Prefetto di
Roma, Carlo Mosca – Prefetto Direttore Centrale per i Diritti Civili, Perla
Stancari – Vice Presidente della Commissione Europea, Franco Frattini - Presidente
della Regione Lombardia, Roberto Formicoli - Presidente della regione Veneto,
Giancarlo Galan – Presidente Regione Puglia, Nichi Vendola |
| Tavole Rotonde: |
Conducente della
Prima tavola rotonda, Gad Lerner, Giornalista.
Conducente della
Seconda tavola rotonda, Gianni Riotta, Direttore TG1. |
| Associazioni: |
Comitato Rom e
Sinti insieme – Sucar Drom – Osservazione – e tanti altri. |
L’intervento alla conferenza europea sulla popolazione rom e sinta.
L’intervento
dell’associazione Nevo Drom, come membro della segreteria tecnica del Comitato
rom e sinti insieme:
Radames Gabrielli
presidente dell’associazione
“Nevo Drom” Bolzano
membro della segreteria tecnica del comitato
rom sinti insieme
Incominciarono
nei primi 800 a costruire i primi campi nomadi per i Sinti e i Rom, quando
ancora venivano trattati come schiavi, e nel passare degli anni, non cambio
molto, ancora prima della seconda guerra mondiale incominciarono a deportare i
popoli dei Sinti e dei Rom, due popoli completamente pacifici e contrari alla
guerra, all’epoca costruirono i campi di concentramento solo per i Sinti e Rom,
questo per averli già sottomano per quando scoppiava la seconda guerra
mondiale, infatti costruirono moltissimi campi di concentramento in varie stati
europei, compresa l’Italia, dove migliaia di Sinti e Rom vennero sterminati
senza nessun logico e valido motivo, partendo dai bambini più piccoli, grazie a
tutto questo i Sinti e Rom in Italia sono rimasti una piccola minoranza a
confronto della popolazione maggioritaria Italiana.
Con questa breve
introduzione non voglio ne colpevolizzare o offendere qualcuno, ma voglio
soltanto fare ricordare quello che hanno passato i popoli dei Sinti e dei Rom
durante la prima e seconda guerra mondiale, rammendarvi che per i Sinti e Rom
un campo nomadi e soltanto una campo di concentramento un po’più moderno, senza
sala di tortura, ma con il resto, come i cancelli, la rete, i guardiani e
l’obbligo di rimanerci ecc,ecc.
Oggi i Sinti e i
Rom piuttosto che vivere in un campo nomadi stanno scegliendo delle soluzioni
diverse, chi vuole vivere negli appartamenti, chi nelle microaree e chi si
acquista dei terreni agricoli, pagati a rate, facendo molti sacrifici, da soli,
senza l’aiuto di Comuni Province Enti o Governo.
I terreni
privati e le microaree per famiglie allargate sono la soluzione ideale per
tutti i Sinti, che sono nativi in Italia da centinaia d’anni, e che vogliono
vivere con le proprie culture e tradizioni, anche perché i terreni privati e le
microaree sono composti soltanto dalle famiglie allargate e non di varie etnie
di Sinti e Rom, messi uno sopra l’altro come nei campi nomadi.
Ma invece di
favorire ed aiutare i Sinti e i Rom che vogliono stabilirsi definitivamente
comprandosi dei terreni privati agricoli con i propri mezzi, e chiedono soltanto
i permessi per il minimo indispensabile, come l’energia elettrica, l’acqua
potabile, servizi igienici e la sosta delle loro roulot.
Invece di
ragionare e pensare che favorendo i terreni privati e le costruzioni delle
microaree, che i Sinti e i Rom preferendo queste tipologie di abitabilità,
tolgono ai Comuni, Province e Regioni moltissimi problemi di responsabilità, di
gestione, di spese inutili, di problemi con i vicini e moltissimi altri
problemi negativi, i Comuni ne creano altri, molto più grandi, li scacciano
dalle loro proprietà, tanti volte anche con la forza, buttandoli in mezzo le
strade.
Si sta ancora
valutando di costruire dei campi nomadi, mentre sappiamo benissimo che non e
una soluzione positiva e definitiva… La soluzione positiva e definitiva per
ostacolare tutti i problemi oggi e FAVORIRE con tutti i mezzi possibili i Sinti
e Rom che vogliono vivere nei APPARTAMENTI, nei TERRENI privati e nelle
MICROAREE Comunali, auto costruite.
E ricordandovi
che i Sinti e i Rom non vogliono la luna, non stanno cercando di costruire
delle grattacieli o altro, oggi i Sinti e i Rom vogliono soltanto un po’ di
tranquillità e pace, vogliono vivere e lavorare con i propri lavori
tradizionali in mezzo tutta la gente a testa alta senza sentirsi guardare con
odio e altro e dopo tutte le Persecuzioni, le Discriminazioni, l’Odio Razziale
che ci stiamo portando dietro da Centinaia d’anni, e lo sterminio quasi totale durante
le grandi guerre…penso che oggi come un minimo di risarcimento ne abbiano
diritto, penso che sia arrivata l’ora anche per noi Sinti e Rom di vivere in
pace con tutti voi… Ma questo sarà possibile soltanto se il Governo contrasterà
tutta la discriminazione e l’odio razziale con delle leggi molto pesanti e
giuste che condanni tutte le persone che istigano altre persone all’odio
razziale.
Invito alla
conferenza stampa:
Il comitato “ Rom e Sinti Insieme” a invitato la stampa
nazionale e internazionale alla conferenza stampa sulla questione rom e sinti in
Italia, a margine della Conferenza
Europea sulla Popolazione Rom.
La stampa nazionale ed internazionale è stata invitata mercoledì 23 Gennaio
2008, alle ore 14.00, presso la Scuola Superiore dell’Amministrazione
dell’Interno, in Via Veientana n. 386 a Roma.
La conferenza stampa e stata introdotta dai tre rappresentanti del comitato
(Eva Rizzin, Nazzareno Guarnieri e Dijana Pavlovic) che sono intervenuti alla
Conferenza Europea sui temi dell’istruzione, diritti e casa. Sono intervenuti
altri interventi dei rappresentanti delle maggiori organizzazioni sinte e rom
italiane che aderiscono al comitato “Rom e Sinti Insieme”.
Durante l’incontro con i giornalisti il comitato ha presentato le proprie
proposte sulla questione rom e sinta in Italia e in Europa, in particolare si
sono approfonditi i temi della partecipazione e del riconoscimento.Il comitato
Rom e Sinti insieme e composto da 19 associazioni sparse in tutta l’Italia.
Le Associazioni promotori del Comitato
Rom e Sinti insieme sono:
Nevo Drom Bolzano – Sucar Drom Mantova – Rom Sinti Politica Pescara.
Le agenzie rispondono!
NOMADI: COMITATO
ROM E SINTI, SERVE UNA SVOLTA POLITICA PER I DIRITTI = Roma, 23 gen. (Comunicato
Adnkronos) - Diritti «uguali per tutti», accesso alla casa, diritto alla salute
e all'istruzione: è la piattaforma di richieste che il Comitato Rom e Sinti
rivolge al governo chiedendo «una svolta nella politica complessiva» e una
«nuova strategia globale» per «combattere i pregiudizi e favorire la
conoscenza». In un incontro con i giornalisti nel corso della Conferenza
europea sulla popolazione Rom promossa dai ministeri dell'Interno e della solidarietà
sociale a Roma, gli esponenti della comunità Rom sottolineano quanto sia
«ingiusto generalizzare» e ricordano che «il principio di responsabilità è
personale». I nomadi vivono in Italia «una situazione disperata» per quanto
riguarda il diritto ad abitare e il lavoro. Per questo è necessario «un
radicale cambiamento di metodo attraverso la partecipazione dei Rom e dei
Sinti» alle scelte politiche che riguardano la comunità in modo da essere «non
più
oggetti di studio ma soggetti di confronto. Vogliamo diventare interlocutori
privilegiati del nostro futuro». La partecipazione degli esponenti del Comitato
alla Conferenza è stata in forse proprio perchè i rappresentanti dei Rom e dei
Sinti non volevano che il dibattito si incentrasse esclusivamente sulle
questioni della sicurezza ma prendesse in esame anche i temi sociali. Nel corso
dei lavori, isolati esponenti della comunità Rom hanno contestato l'utilizzo
del termine 'zingarò da parte di monsignor Agostino Marchetto, segretario del
Pontificio Consiglio della Pastorale per i migranti e gli itineranti. Quest' ultimo
ha precisato che «l'uso di questo termine non ha nessuna accezione negativa» ed
era inteso in senso generale e non offensivo. Da parte di monsignor Marchetto è
giunto l'auspicio che i governi si impegnino «a sradicare gli episodi di
razzismo e xenofobia ancora diffusi». (Mac/Ct/Adnkronos) 23-GEN-08 18:57 NNN
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